SOLARE TERMODINAMICO

Concentratori parabolici lineari

Andando ad analizzare le prestazioni di tale sistema possiamo schematizzare in sintesi i principali fattori che le influenzano:

  • l’orientazione degli specchi in modo da ottimizzare una perfetta insolazione. Studi effettuati hanno mostrato che orientare gli specchi verso Nord-Sud permette di ottenere picchi di potenza maggiori mentre orientarli verso Ovest-Est permette di avere nel complesso energia più stabile. Come al solito la soluzione sta nel mezzo oppure vengono orientati a seconda della necessità
  • i materiali degli specchi che devono garantire alta riflettività nel campo di frequenze associate ai raggi solari. Solitamente sono prodotti in vetro con bassa percentuale di ferro.
  • i materiali e la disposizione dei tubi ricettori che devono garantire la minor dispersione di calore del fluido verso la turbina. In particolare sono spesso tenuti nel vuoto affinché vengano minimizzate le perdite di convezione dovute all’aria esterna, più fredda.
  • Le caratteristiche fluidodinamiche e termiche del fluido come la viscosità, la corrosività, la capacità termica, le sue capacità di non evaporare e non solidificare

Un altro aspetto da non sottovalutare è la difficoltà di lavorare a alte temperature che può provocare danni strutturali a tali impianti, sia a livello di tubazioni, turbina,che degli specchi, ed è quindi necessaria un’assidua manutenzione.

Infine come nel caso dei concentratori a dischi parabolici, per ovviare al problema della discontinuità della radiazione solare si utilizzano accumulatori che durante la giornata inglobano energia per la produzione di energia elettrica anche durante la notte, quando gli specchi sono ovviamente inutilizzabili.

 

<< pagina precedente

Sponsor

Menu Veloce