I concentratori parabolici lineari sono, come i loro stretti parenti a disco parabolico, dei componenti essenziali per un sistema di impianto solare che lavora ad alta temperatura e permette di raccogliere calore, energia termica e trasformarla in energia elettrica per i nostri fabbisogni.
Questa trasformazione di energia termica in elettricità necessita le solite fasi di raccolta, o concentrazione dei raggi solari, di generazione di energia meccanica tramite l’espansione del fluido nel ricettore e della conversione finale in energia elettrica. I concentratori parabolici lineari sono appunto quei componenti che devono convogliare i raggi solari, che sono onde luminose, e da questi trarne calore, ossia energia termica. Impianti di questo genere sono costituiti da vari specchi a forma parabolica concava per massimizzare la superficie a disposizione disposti in varie file e accostati.
I raggi vengono convogliati in ogni specchio in un punto, il centro focale. Per tutti i centri focali degli specchi passa un ricettore lineare, dei tubi ove è contenuto il fluido vettore come nel caso dei concentratori a disco parabolico. Questo meccanismo altamente innovativo è in verità un’idea del passato: Archimede capì già nell’antica Grecia che si potevano raccogliere i raggi solari tramite dei dispositivi ottici, per l’appunto gli Specchi di Archimede, e produrre con questi un’ intensificazione di calore. Il fluido in esame è tipicamente un olio minerale, si riscalda e attraverso i tubi viene convogliato a una turbina.
La turbina azionata è in verità parte di un motore-generatore che una volta azionato trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.
