SOLARE TERMODINAMICO

Sistemi a torre con ricevitore centrale

Essa contiene il fluido vettore, in questo caso un nitrato fuso, che verrà riscaldato ad elevatissime temperature, ancora maggiori che i concentratori.

Il fluido evapora e si espande e mette in moto la turbina che collegata a un alternatore, permette di produrre energia elettrica. Un piccolo svantaggio è rappresentato dalle caratteristiche del vapore, che come ben noto, presenta notevoli perdite termiche durante la sua trasmissione a diverse unità. Altra fonte di problemi è la resistenza della struttura della caldaia perché la concentrazione di tutti quei raggi solari può portare a un innalzamento delle temperature fino ai 3000 gradi e il materiale deve poter resistere senza danni a tale apporto di calore.

Anche qui, come per i concetratori lineari o a dischi parabolici, per ovviare al problema della discontinuità della radiazione solare durante la giornata si utilizzano accumulatori in modo da fornire potenza alle utenze collegate in maniera continuativa.
Queste centrali, che si possono definire di invenzione italiana, in quanto la prima di esse fu costruita a Genova, sono ora abbastanza diffuse: in Italia è attiva dal 1980 la centrale solare a torre Eurelios in provincia di Catania, ad Adrano, così come è attiva la centrale di Odeillo nella regione francese pirenaica.
Le loro conversioni di energia sono abbastanza elevate, infatti loro il loro campo di utilizzo principale è quello civile urbanistico, per esempio l’illuminazione di grandi edifici, aree di parcheggio e centri commerciali.

Queste centrali a torre centralizzate, nel loro schema base, possono anche essere progettate e costruite su piccola scala, come ad esempio sui tetti degli edifici.

 

 

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