Comunque tutte le modalità di allacciamento alla rete sono regolate da apposite normative europee e nazionali e sono consultabili sul sito della principale rete elettrica italiana, l’Enel.
È importante infatti configurare bene l’interfaccia e munirla di appositi dispositivi di sicurezza
La connessione con la rete elettrica rappresenta uno scambio biunivoco, ossia può fornire energia ad essa ma può anche richiederla.
Per esempio se la produzione dell’impianto è maggiore rispetto a quella richiesta dalle utenze, il surplus viene mandato nella rete elettrica; oppure se l’energia raccolta non è sufficiente all’utenza, la parte mancante viene prelevata, quindi pagata, dalla rete elettrica.
Ovviamente esistono appositi contatori che tengono il conto dell’energia prelevata e di quella ceduta facendo una sorta di bilancio.
Questo comporta, a differenza dell’altra tipologia di impianti, l’assenza di un accumulatore che costituisca una riserva di energia, riserva che qui viene mandata direttamente alla rete.
Il bilancio che il contatore mostrerà sarà sicuramente un attivo, ossia sono maggiori i ricavi da questo tipo di impianto rispetto all’energia richiesta.
Questo avviene soprattutto se tali impianti sono installati in zone particolarmente soleggiate o con buona insolazione dove la resa delle celle fotovoltaiche è davvero alta.
Molte aziende hanno perciò investito in questi impianti e i risultati che stanno ottenendo sono molto confortanti. Un’altra tipica applicazione di questi impianti è la disposizione sui tetti delle abitazioni, o dei capannoni, purchè particolarmente soleggiati, dei pannelli in silicio che permettono di ottenere energia sufficiente, a patto di disporre di abbastanza superficie, per le varie utenze della casa. Questi sistemi rimangono sicuramente più utilizzati dei loro parenti stand alone, coprendo circa il 90% dell’utilizzo di energia solare fotovoltaica.
